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Preview: Everything sucks!

È ormai patrimonio conoscitivo di tutti il fatto che sempre di più le serie che tendono a spopolare sono quelle ambientati in tutti gli anni possibili, fuorché quelli nostri. Dopo il successo che ha avuto Stranger Things (ambientato nel 1983), uscirà su Netflix il 16 Febbraio “Everything sucks!”, ambientata nel pieno degli anni ’90.

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La serie, che sarà articolata in 10 episodi, è stata ideata da Ben York Jones e Michael Mohan per poter dimostrare ai millennials come la vita degli adolescenti negli anni ’90, senza cellulare sempre alla portata di mano e senza social, fosse migliore.

La storia, ambientata nel 1996, narra di un gruppo di ragazzi, studenti della Boring High School in Oregon (Usa), che uniscono il club teatrale e il club audiovisivi mettendo insieme le forze per come compiere un grande progetto: girare un film; cercando anche di passare un po’ più serenamente gli eterni giorni che formano la scuola superiore.

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Tra gli attori protagonisti vedremo Peyton Kennedy e Jahi Winston nei panni degli studenti Kate Messner e Luke O’Neil, mentre Patch Darragh e Claudine Nako interpretano i genitori dei ragazzi. I giovani attori, per primi citati, si riveleranno delle grandi promesse come è stato per Stranger Things?

Everythings sucks! è su Netflix il 16 Febbraio 2018.

 

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Star Trek: Discovery. Review post-finale (No-spoiler).

Il 24 Settembre 2017 uscì la prima puntata, su Netflix, della serie Star Trek: Discovery che, a causa della programmazione delle puntate che prevedeva l’uscita di un episodio a settimana, ha visto la sua fine solamente oggi 12 Febbraio 2018. La serie, riportando in luce le classiche serie di Star Trek che spopolavano negli anni ’80, riporta anche alcuni collegamenti e citazioni delle stagioni che resero Star Trek la serie di fantascienza più vista e amata al mondo.

La serie televisiva, ambientata dieci anni prima degli eventi della serie originale, segue gli equipaggi della U.S.S. Discovery e della U.S.S. Shenzou nel loro viaggio nello spazio, alla scoperta di nuovi mondi e civiltà. In questa prima stagione però, il Klingon T’Kuvma cerca di riunire le ventiquattro casate Kilngon sotto il suo comando, portando a una guerra fredda, che poi si evolverà in guerra vera e propria, la sua razza e la Federazione dei pianeti uniti. Il comandante Michael Burnham della U.S.S. Shenzou, nel momento in cui la nave si imbatte in forze ostili Klingon, per poter salvare l’equipaggio, mette in discussione la posizione pacifista del suo capitano.

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La nave della flotta interstellare U.S.S. Discovery, protagonista delle avventure di questa serie.

Gli episodi di questa serie, che in totale ammontano 15, possono risultare inizialmente aventi ognuno un’avventura a sé; anche se, superata la settima puntata, la storyline diviene lineare seguendo l’arco temporale continuo e protraendosi fino alla fine della stagione. La storia è molto ben articolata e il creatore Bryan Fuller , che ha inizialmente lavorato come showrunner della serie, ha creato la mitologia e l’arco narrativo della serie riuscendo, nonostante il miscuglio di novità e originalità che ha apportato ad ogni singolo episodio, a tenere comunque saldi i connettori tra questa serie e le sue origini, parlando di serie cult come Star Trek: Enterprise o Star Trek: the Next Generation.

I personaggi, durante il corso delle puntate, si caratterizzano egregiamente. Michael Burnham, il personaggio principale (interpretato da Sonequa Martin-Green, già famosa per la sua parte in The Walking Dead), mantiene più o meno sempre la stessa linea caratteriale senza subire cambiamenti durante lo svolgimento della narrazione. E’ da notare che le sue ideologie, il suo comportamento e i suoi principi sono comunicanti con quelli di Kirk, capitano della U.S.S. Enterprise, famoso personaggio delle serie Star Trek degli anni ’80.

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Sonequa Martin-Green interpreta Michael Burnham in Star Trek: Discovery

Anche altri personaggi come Tilly (Mary Wiseman), Paul Stamets (Anthony Rapp) e Saru (Doug Jones) sono personaggi costruiti a puntino, restanti sempre nei loro caratteri.

Personaggi invece dinamici possono essere il Capitano Lorca (Jason Isaacs) o il tenente Ash Tyler (Shazad Latif) che subiscono grandi cambiamenti, sia di carattere emozionale che strutturale, nel corso di questa prima stagione.

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Da sinistra: Ash Tyler (Shazad Latif), Saru (Doug Jones), Michael Burnham (Sonequa Martin-Green), Capitano Lorca (Jason Isaacs), Paul Stamets (Anthony Rapp) e Tilly (Mary Wiseman).

L’unica pecca di questa stagione non riguarda né la storyline nè la sceneggiatura, riguarda la distribuzione delle puntate. Se si vuole creare una serie con una storyline ben delineata e che fila dritta, come ad esempio Stranger Things, allora le puntate devono uscire tutte in un unico momento, e non una alla settimana apportando anche una pausa invernale di 2 settimane.

In una produzione per il piccolo schermo come questa, in cui la storyline prosegue senza fermarsi un secondo e in cui ogni avvenimento è importante, non mancano sicuramente i colpi di scena. E anche questo, da sottolineare, è un tratto caratteristico della produzione Trekkiana del 1980. I colpi di scena, che ti lasciano la gola secca da quanto si sospira, non mancano neanche nell’ultma puntata, e neanche nell’ultima scena… ma non vi svelo niente poichè questa serie è un must per chi ama il sci-fi e per chi, come me, ama le produzioni ispirate a serie degli anni passati.

Candidata ai GLAAD Award come miglior serie drammatica, il punto forte di Star Trek: Discovery sono sicuramente gli effetti speciali e la fotografia.

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Per chi invece avesse già visto questa serie e, fomentadosi nell’universo futuristico di Star Trek, ne è rimasto innamorato consiglio la visione della trilogia cinematografica di ultima generazione: Star Trek (2009), Star Trek: Into the Darkness (2013) e Star Trek: Beyond (2016)

Voto finale: 95/100

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Aspettando gli Oscar 2018… Scappa – Get Out.

“Sei stato invitato, ma non sei il benvenuto”. E’ questa la frase d’apertura di uno dei più belli e iconici film del 2017. “Scappa – Get out”, scritto e diretto da Jordan Peele e candidato a “Miglior Film” per gli Oscar 2018, lascia senza fiato durante tutta la visione della pellicola; si potrebbe anche dire… ipnotizza.

Chris , un giovane fotografo e artista afro-americano di New York, accetta di conoscere i genitori della sua fidanzata bianca Rose , durante un weekend fuori città nella loro tenuta di famiglia. I genitori della ragazza Missy e Dean e il fratello minore Jeremy si dimostrano fin da subito gentili e accomodanti, forse per dissimulare l’imbarazzo generato dal rapporto interraziale della figlia. Alcuni eventi e scoperte sempre più inquietanti, il comportamento enigmatico dei domestici afro-americani, la donna di servizio Georgina e il giardiniere della proprietà Walter , e in seguito la scoperta delle sparizioni di alcuni ragazzi di colore avvenute nella zona, non fanno che aumentare il sospetto di Chris che in quella casa niente sia come sembri lo portano ad una verità che non avrebbe mai potuto immaginare. Come se questo non bastasse, il suo unico possibile alleato, l’amico Rod è molto molto lontano. (comingsooon.it)

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Scappa – Get Out, uscito nelle sale italiane il 18 Maggio 2017, ha incendiato subito la critica e i cinefili di tutto il mondo. Con il suo tema a sfondo razziale, è l’horror più discusso dell’anno. Non è per certo uno dei classici film dell’orrore che non fa dormire la notte. E’ un horror più particolare, che tramite le musiche angoscianti e i sorrisi inquietanti fa riflettere sul messaggio che il film stesso vuole trasmettere allo spettatore; ovvero che l’America di Trump e, antecedente a questo, di Obama non ha superato ancora la smania razziale che ancora risiede nel pensiero delle persone.

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Chris (DANIEL KALUUYA)

Come già detto, non è un classico horror, ma è più un horror ironico in cui la paura che viene trasmessa non è fantastica o che comunque risiede nel subconscio di tutti (stiamo parlando di fantasmi, licantropi e chi più ne ha più ne metta). Si parla invece di una paura concreta ovvero quella del razzismo. Materia presente nella maggior parte dei paesi civilizzati che, nonostante i vari avvenimenti storici avvenuti negli scorsi secoli, mantiene le sue radici in buona parte delle famiglie bianche.

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(Da sinistra a destra) Missy (CATHERINE KEENER), Dean (BRADLEY WHITFORD), Rose (ALLISON WILLIAMS), Georgina (BETTY GABRIEL) e Chris (DANIEL KALUUYA)

Come voto finale si aggiudica un 87/100. La musica che crea suspance è ottima, l’interpretazione degli attori altrettanto buona. Le scene sono girate a doc anche se alcune potrebbero essere state filmate meglio poiché possono creare un certo…mal di mare.

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Altered Carbon: la soluzione cyberpunk di Netflix.

Sulla scia di Blade Runner 2049, la nuovissima serie Netflix uscita il 2 Febbraio, con le sue tinte stravaganti e un’oscurità scenica permanente, Altered Carbon ha già fatto molto parlare di sè.

È l’anno 2384, l’identità umana può essere immagazzinata su di un supporto digitale e trasferibile da un corpo all’altro, permettendo agli esseri umani di sopravvivere alla morte fisica facendo in modo che i loro ricordi e la loro coscienza siano “inseriti” in nuovi corpi. Takeshi Kovacs, ex membro di speciali unità militari, viene ucciso e scaricato nel corpo che era in precedenza di Elias Ryker, agente di polizia di Bay City, per volere di Laurens Bancroft, un facoltoso e potente aristocratico dall’età di 350 anni, che si è apparentemente suicidato, perdendo tutti i ricordi delle 48 ore antecedenti la morte. L’uomo è convinto di non essersi suicidato e ingaggia Takeshi Kovacs per indagare su quello che ritiene un omicidio. (Wikipedia)

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Joel Kinnaman, famoso per la sua interpretazione in The Killing, per quella del candidato alla Casa Bianca Will Conway in House of Cards e per quella del militare Rick Flag in Suicide Squad, interpreta Takeshi Kovacs in Altered Carbon.

Insomma, risulta sicuramente una trama molto innovativa e futuristica. Con una sinossi del genere si ritorna negli anni ’80 dove le serie e i film ,basate su avvenimenti futuri e incerti, spopolavano tra gli amanti del cinema. Basato sulla trilogia di Richard K. Morgan, mantiene la sua misteriosità grazie anche al suo genere ibrido creato da una miscellanea di noir, thriller e sci-fi, il cyberpunk.

La prima puntata sente sulle spalle tutto il peso di una trama complicata, lo spettatore infatti deve seguirla con molta attenzione poichè piena di dettagli che si dispiegheranno nel corso della serie. La prima puntata in particolare, oltre che a spiegare indirettamente la società del futuro (in cui le persone dopo la morte possono rivivere all’interno di un altro corpo), si impegna a dispiegare lungo tutto l’episodio la story del personaggio principale: Takeshi Kovacs. Il personaggio, ex membro di un unità speciale, viene ucciso e riportato in vita 250 anni dopo nel corpo di un ex poliziotto e gli viene chiesto di risolvere un caso piuttosto particolare e , ovviamente, ancora irrisolto.

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Costruita su dialoghi ironici, zuffe e splatter scenes, Altered Carbon è la soluzione sci-fi di Netflix che gli accaniti serializzati richiedevano da molto. Non è impegnativo sicuramente notare i parallellismi con la Serie Westworld, nonostante manchi la complessa trama stratificata tipica della HBO.

Altered Carbon è disponibile ora, solo su Netflix.

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Stranger Things 2: impressioni e primo impatto dell’inizio di stagione.

Qualche giorno fa, il 27 Ottobre 2017, dopo un’attesa di quasi un anno e mezzo, Netflix pubblica la seconda attesissima stagione di Stranger Things, una serie che grazie alle sue particolarità è divenuta un fenomeno mondiale dei nostri anni. Già dai vari trailer diffusi da qualche mese, si prospettava una stagione ricca di colpi di scena svoltasi sotto l’ombra della prima, quindi con le stesse caratteristiche.

Da grande fan di questa serie che sono, avrei voluto guardare tutta la stagione in un giorno, ma me la sto facendo durare un po’, per gustarla meglio. Quindi arrivo qui dopo due giorni, avendo visto i primi 5 episodi, a valutare con voi questa stagione dal Pilot fino al Mid-Season.

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Sin da subito, si riconosce lo stile di ripresa e di svolgimento degli avvenimenti caratteristico della prima stagione. La prima puntata apre gli spalti durante il giorno di Halloween, quindi quasi un anno dopo dagli avvenimenti della scorsa stagione. Se la 1′ stagione era iniziata col botto, nel senso che la trama si poteva scorgere sin dopo 10 minuti dal titolo (quando Will scompare) questa volta la prima puntata si svolge come un resoconto di dove ci eravamo lasciati in quel di Luglio 2016.

Parlando di personaggi, sono sempre quelli. Finalmente adesso si più vedere il grupo completo: si vede Will (Noah Schnapp) con gli altri, anche se purtroppo manca Undici, e Mike è colui che ne soffre di più. Dopo le prime due puntate si aggiunge anche Max, la nuova arrivata dai capelli rossi che sembra attechire particolarmente a quello che sarebbe l’equilibrio del gruppo. L’unico contrario a questo cambiamento è Mike, che vede in Max la sostituta di Undici, anche se tutti sappiamo che la ragazzina dai superpoteri è insostituibile.

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Da sinistra: Lucas (Caleb McLaughin), Dustin (Gaten Matarazzo), Mike (Finn Wolfhard) e Max (Sadie Sink)

Se la ragazzina, il quale nome è un numero, nella scorsa stagione si poteva reputare protagonista, in questa stagione ella assumerebbe più le sembianze di un personaggio secondario, restandosene ragionevolmente in disparte nascosta da Hopper. Con una serie di flashbacks inoltre si potrà avere l’unico collegamento tra la scorsa stagione e questa, ovvero come Undici sia scappata dal Sottosopra e come sia stata soccorsa dal capo della polizia.

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Undici (Millie Bobby Brown)

Se entriamo nell’ambito dei ragazzi più grandi, ci si può accorgere di come Steve (Joe Keery) stia combattendo prima una battaglia su due fronti (sia i problemi d’amore che si vengono a creare con Nancy, sia i problemi di “popolarità” che vengono a crearsi col secondo nuovo arrivato, il fratello di Max), poi su tre (alla fine della quinta puntata si vede infatti come Dustin chieda a Steve di prendere la sua mazza chiodata, riferendosi alla stagione precedente). Mentre parlando di Nancy e Jonathan, che affrontano insieme oltre che ai loro sentimenti reciproci nascosti anche una battaglia per Barb, combattono a modo loro, cercando di far saltare fuori la verità sull’UpsideDown in modo da diffonderla (in modo assai arduo, dire).

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Da sinistra: Steve (Joe Keery), Nancy (Natalia Dyer) e Jonathan (Charlie Heaton)

Insomma come inizio di stagione si può dire non male, ho tralasciato le cose evidenti su cui non c’è ragione di soffermarsi, anche se però per ora la stagione precedente mi aveva preso di più, nel senso che era tutto nuovo e i personaggi si stavano caratterizzando. Adesso come adesso i personaggi sono già ben definiti, quindi si deve puntare il tutto per tutto, ma è vero che mancano ancora 4 puntate!

Che aspettate? Correte a vedere Stranger Things su Netflix!

Sottostante il trailer della seconda stagione:

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Stephen King’s IT: la mia impressione.

In Italia il 19 Ottobre 2017, mentre in America già l’8 Settembre, è uscito il remake del film del lontano 1994 “IT”, tratto dal celebre romanzo di Stephen King. Ovviamente, come tutti i remake, il film ha suscitato molte critiche da parte dei giornali di tutto il mondo. Ma cosa veramente non ha funzionato? Cosa ha invece funzionato alla perfezione?

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Sicuramente la pellicola non è iniziata come tutti pensavano: la prima scena è occupata dalla parte più famosa, la scena della morte di Georgie. E fin qua ci siamo, potrete dire. Poi invece le cose vanno diversamente: il nuovo film 2017 comincia già con i ragazzini che formano la banda (che sarà quella che poi scoprirà il Clown terrificante). L’adattamento cinematografico del 1994, rispettando il libro, dopo la scena di Georgie apre il film con i ragazzini che, diventati adulti, 27 anni dopo l’accaduto si ritrovano insieme poiché IT è tornato nella città di Derry. Ma io, personalmente, non ho dato tanto peso alla cosa.

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Dall’altra parte però, il nuovo adattamento di quest’anno ha dato più spazio alla caratterizzazione del personaggio di Beverly, rimanendo fedele al libro, cosa invece abbastanza tralasciata nella pellicola de ’94. La ragazzina dai capelli rossi, e anche l’unica del gruppo, ha avuto più spazio per esprimere il proprio personaggio, interpretato dalla giovane e bella Sophia Lillis.

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Parlando della cosa più importante, il personaggio di It, la grande massa di fan che è andata a vedere il nuovo film al cinema si è divisa in due tra chi preferisce Tim Curry nei panni del clown nell’adattamento del ’94, chi invece preferisce il nuovo e giovane Bill Skarsgard. Ovviamente non si può decidere quale è migliore, essendo entrambi molto fedeli al libro. Personalmente preferisco di più l’It di Bill Skarsgard poichè l’attore è giovane e talentuoso, i capelli sono più dettagliati, il sorriso è più inquietante (l’attore ha dimostrato di saperlo fare davvero, non essendo stati usati effetti speciali per la parte facciale) e il costume è sbalorditivo.

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A sinistra, It interpretato da Tim Curry (1994), a destra il nuovo It interpretato da Bill Skarsgard (2017)

La storia che gira intorno ai ragazzini di Derry è molto dettagliata rispetto allo scorso film, tralasciando però le storie dei personaggi secondari, che sono state confuse o tralasciate (per esempio il padre di Harry, il bullo, non era un poliziotto ma bensì un contadino. Poliziotto era invece il vicino di casa di Georgie, che trovò il suo corpo davanti al pozzo senza un braccio e morto dissanguato.)

C’è bisogno però di ammettere che la vecchia trasposizione cinematografica, rispetto a quella nuova, ha mantenuto alcune parti/scene ritenute fondamentali da molti fan. nel nuovo adattamento cinematografico non si vede, ad esempio, il momento in cui uno dei ragazzini della banda, Eddie, spruzza in faccia al Clown l’inalatore per l’asma, che ferisce il volto di It, urlando “Questo è acido muriatico, brutto mostro!”. Altra cosa venuta a mancare è la scena della doccia, o la scena del libro (sostituita insensatamente dalla scena delle diapositive). Sono state anche aggiunte varie citazioni che solo chi ha letto il libro di King può capire, come ad esempio la parte del film in cui It dice a Richie “bip-bip Richie”. Tutti si saranno chiesti perché un clown volesse dire una cosa così, beh eccovi spiegato: Richie imitava sempre tutte le voci dei personaggi famosi del tempo, anche se dopo un po’ stancava. Cosi tutti i suoi amici “Losers” della banda gli dicevano “bip-bip Richie”. Adesso quella scena risulta ancora più inquietante.

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Traendo le conclusioni, a me il film è piaciuto molto poiché è stato aiutato dall’evoluzione degli effetti speciali avvenuta nel tempo, vantaggio che non ha avuto l’It del 1994. I personaggi dei bambini in questa trasposizione sono più fedeli al libro, sia come interpretazione sia come fisico. Come ho già detto, l’impersonificazione di It di Bill Skarsgard mi è piaciuta moltissimo, soprattutto per il costume.

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Volete saperne qualcosa in più o vi siete appassionati alla storia? In questo caso vi consiglio di andarvi a vedere il film del ’94 e a leggere il fantastico libro.

Voto: 8/10

A seguito il trailer della nuova trasposizione cinematografica!

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Anna Faris “Unqualified”: cosa aspettarsi?

Il giorno 24 Ottobre 2017 finalmente uscirà in tutte le librerie americane (e fortunatamente per noi anche su amazon) il nuovo libro-biografia scritto dall’attrice Anna Faris, che ha vestito le parti della protagonista negli Scary Movie e nella “nuova” serie CBS “Mom”.

 L’attrice americana aveva annunciato l’uscita del suo libro più o meno in Aprile, e già molti dei suoi fan l’hanno preordinato. È pubblicato dalla Entertainment Weekly e c’è anche un commento del marito Chris Pratt, anche lui attore.

La sinossi (tratta da amazon):

Anna Faris has advice for you.

And it’s great advice, because she’s been through it all, and she wants to tell you what she’s learned. After surviving an awkward childhood (when she bribed the fastest boy in the third grade with ice cream), navigating dating and marriage in Hollywood, and building a podcast around romantic advice, Anna has plenty of lessons to share: Advocate for yourself. Know that there are wonderful people out there and that a great relationship is possible. And, finally, don’t date magicians. Her comic memoir, Unqualified, shares Anna’s candid, sympathetic, and entertaining stories of love lost and won. Part memoir—including stories about being “the short girl” in elementary school, finding and keeping female friends, and dealing with the pressures of the entertainment industry and parenthood—part humorous, unflinching advice from her hit podcast, Anna Faris Is Unqualified, the book will reveal Anna’s unique take on how to master the bizarre, chaotic, and ultimately rewarding world of love. Hilarious, honest, and useful, Unqualified is the book Anna’s fans have been waiting for.

Quindi si prospetta una biografia divertente e simpatica, con le sue figure di… E i suoi momenti migliori.

Ma chi è Anna Faris? Anna Faris is an award-nominated actress, producer and podcaster. She first gained fame as the lead in the Scary Movie franchise. Since September 2013, she has starred in the CBS comedy Mom, a role that earned her two People’s Choice nominations. ‘Anna Faris Is Unqualified’, the podcast Faris launched in 2015, gets an average of 1.5 million downloads a month.

She lives in Hollywood with her husband, actor Chris Pratt, and their four-year-old son, Jack.

Ecco quindi mi raccomando, il 24 Ottobre, tutti a prendere il libro che si prospetta fantastico di Anna Faris “Unqualified”!

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The Babysitter: il nuovo insolito film targato Netflix.

Qualche giorno fa, più precisamente il 16 Ottobre, Netflix manda fuori una nuova pellicola di propria produzione: la Babysitter. Stando ai trailer poteva sembrar essere un solito film commedia, con contenuti erotici e talvolta simpatici, tipico di un film di questo tipo. Cosa è uscito davvero? Una nuova, esilarante, commedia horror alla “Scary Movie“.1e6b2045-0868-475a-a890-d4a9f5f49f21Ecco la trama in breve del film: la storia si apre con un ragazzino delle medie un po’ nerd e, come in tutti i film, viene preso in giro e bullizzato dai suoi compagni di scuola. Ma perchè viene preso di mira proprio lui? Perchè nonostante egli sia alle scuole medie, ha ancora una babysitter che bada a lui durante i momenti di assenza dei suoi genitori. Ma non è una babysitter come le altre: è una teenager supergnocca. Ogni weekend i genitori di Cole vanno via e lo lasciano a casa da solo connla babysitter. Lui pensa che quando va a dormire lei faccia baldoria col suo ragazzo. Invece scopre che la sua babysitter è il capo di una setta satanica e che lui sarà il prossimo sacrificato.È una commedia horror in tutti i sensi: ci sono momenti di tensione sciolti subito dopo da scene divertenti e assurde. La grande quantità di materiale splatter è d’aiuto sia della parte paurosa che della parte comica. In alcuni momenti sono ripresi film horror classici come ad esempio Shining o La Casa

Le scene sono molto fluide, il materiale di scena è ottimo e gli attori (nonostante siano tutti ragazzi giovani) sono stati all’altezza della parte poiché secondo la mia modesta opinione, i film comici-drammatici (quelli in cui la comicità è vista solo dalla parte dello spettatore, non del personaggio, si ride delle disavventure dei protagonisti) sono molto difficili a esser recitati.Tutto sommato mi sono divertito a vedere questo nuovo film produzione Netflix, è una visione leggera e senza impegno nonostante non sia il mio genere di film che preferisco.

Lo consiglio a chi è un amante di questi film come ad esempio Scary Movie, Ghost Movie e tutte le parodie delle pellicole più famose.

Voto: 7.5/10

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Star Wars: in arrivo un altro spin-off della saga!

Dopo la sorpresa qualche anno fa dell arrivo di “Star Wars VII: il risveglio della forza” e l’emozionante arrivo nelle sale quest’anno del primo spin-off della saga “Rogue One: a Star Wars story”, dalla redazione della serie di film fantascientifici più famosa al mondo arriva la grande notizia: nel maggio 2018 uscirà nelle sale di tutto il mondo il nuovo spin-off di Guerre Stellari :”Solo: a Star Wars story”.

 Come si può intendere dal titolo, questa pellicola parlerà del leggendario personaggio Han Solo che sorprendentemente ci farà sognare anche dopo vent’anni dalla sua prima comparsa. Un’altra cosa di cui possiamo essere sicuri è che nei panni del protagonista vedremo Alden Ehrenreich, mentre come co-protagonista (non si sa nei panni di quale personaggio) la bellissima Emilia Clarke, famosa per il suo ruolo da protagonista nella serie Tv HBO “Il Trono di Spade”.

Per annunciare l’arrivo della pellicola, il regista Ron Howard ha pubblicato un video su Twitter in cui annuncia la fine delle riprese e il titolo del film, che sarà appunto “Solo: a Star Wars story” e uscirà nei cinema americani (e si spera anche italiani) il 25 Maggio 2018.

Che aspettate? Che la forza sia con voi finché non arriva il primo trailer! Sono sicuro che lo stiate aspettando con ansia!

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Lily Collins, “Unfiltered”: letteralmente “senza filtri”

Ho sempre avuto una certa passione per lei, una delle mie attrici preferite: Lily Collins. L’ho sempre vista come attrice: ho visto i suoi film, seguito le sue interviste, guardato video tribute… ovviamente questa era solo una parte di lei, solo la parte che lei aveva intenzione di mostrare. Ma cosa c’è dietro il sorriso di una giovane ragazza di Hollywood?

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Lily Collins posa per il giornale statunitense Shape

Ho divorato questo libro in pochi giorni. Ero stato in Inghilterra una settimana e, avendo scoperto una libreria alta sette piani (Waterstones) non potevo tornare a casa a mani vuote (alla fine ho comprato più o meno sette libri). Ero già a conoscenza di questo libro così lo cercai, lo trovai e lo comprai. Ammetto che non è stato un libro facile da leggere, non per l’inglese (in cui me la cavo bene), ma quanto per gli argomenti.

Questo libro parla di tutte le cose che il sorriso di Lily non dice, parla dei suoi problemi, delle sue sofferenze, della sua forza. Sono rimasto molto sorpreso: prima scoprendo queste cose che per me erano inimmaginabili per una attrice, e dopo per il fatto che lei ha avuto il coraggio di scriverle e pubblicarle in tutto il mondo.maxresdefault (1)

Il libro è articolato in svariati capitoli, ognuno dei quali parla di una sfida che lei ha affrontato nella vita: si passa dall’anoressia ai diverbi con suo padre, dalla sofferenza dovuta alla distanza da casa ai litigi coi fidanzati. Ogni capitolo contiene all’incirca 5 o 6 foto (dipende dalla durata e dall'”intensità” del capitolo)che accompagnano la sua storia.

Il manoscritto è, da come si può intendere, un’autobiografia e si svolge in circa 200 pagine. L’inglese con cui è scritto non è difficile e può essere alla portata anche di livelli B1 (magari con qualche difficoltà ma con un po’ di traduzione ce la si può fare).16585274_250571505391245_7806877395838828544_n_fb

Il prezzo è equo, 12,99£, e per un libro così ne vale la pena. Capisci fino in fondo i problemi che lei avuto, cogli ogni sofferenza ed ogni successo, e il tutto risulta ancora più emozionante perché è proprio lei che ne parla, in prima persona. Il sottotitolo del libro è “No shame, no regrets, just me” (niente vergogna, niente segreti, semplicemente me) ed è proprio appropriato perché racconta senza veli, senza buchi di trama e senza vergogna: ne parla e basta. Questo, secondo me, ne fa un libro che vale la pena leggere; perciò ne consiglio la lettura a tutti: persone di ogni genere e ogni età, senza target.

Voto: 9/10